Intervento di emorroidi con metodo Longo 2018

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TERAPIA SCLEROSANTETerapia ambulatoriale che prevede l’iniezione di olio fenolato per il trattamento delle emorroidi di 1° e raramente 2° grado, sanguinanti.

Quando le emorroidi raggiungono stadi molto intensi, quindi prolassano senza possibilità di essere reinserite manualmente, chi ne soffre deve eseguire un intervento che risolve il problema in via definitiva. Chi sceglie di eseguire questo intervento non deve avere delle emorroidi particolarmente prolassate, poiché il solo legamento non darebbe risultati ottimali. Il congelamento è eseguito attraverso il protossido d’azoto e questo particolare intervento viene impiegato per curare le emorroidi fino al terzo grado, anche in combinazione con la legatura. Anche la chimica può essere impiegata nell’intervento per le emorroidi. Tra gli interventi destinati alla cura delle emorroidi di IV stadio troviamo il metodo Longo, chiamato anche tecnica PPH. Un altro intervento impiegato su larga scala nel trattamento delle emorroidi è la legatura delle arterie emorroidarie su guida doppler. Un altro intervento ampiamente usato per curare le emorroidi è la emorroidectomia Milligan Morgan, ovvero la rimozione chirurgica delle emorroidi. Spiega il professor Spinelli: “L’intervento deve portare al migliore risultato possibile e durevole. “Per il quarto grado è assolutamente necessario l’intervento tradizionale di asportazione delle emorroidi o emorroidectomia.

Intervento di emorroidi con metodo Longo

  • Alcune persone che soffrono di emorroidi riescono a sedersi provando meno dolore usando un cuscino normale o a forma di ciambella.

Le complicanze sono abbastanza rare, ma possono essere severe, quali stenosi anale, emorragia a distanza, incontinenza di vario grado.

Quindi l’estensione della resezione non è limitata dalle dimensioni della suturatrice e l’intervento risulta più radicale in particolare in caso di malattia emorroidaria di IV grado. Oltre al tipo di intervento subito, per essere più completo puoi indicare il grado di emorroidi, il livello di dolore, e quanto sei soddisfatto dei risultati. Operazione rimborsata dal servizio sanitarioL’operazione richiede 30-45 minuti, in anestesia locale, e rientra nei costi di intervento alle emorroidi rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Alla dearterializzazione doppler guidata si ricorre per le emorroidi di secondo e di terzo grado, quelle che fuoriescono e rientrano. «Ci sono delle esperienze iniziali anche per le emorroidi di quarto grado, dove le emorroidi fuoriescono e non sono più riposizionabili», spiega Gentile. La tecnica THD (Transanal Haemorroidal Dearterialization) è un metodo di trattamento efficace e mininvasivo per la cura delle emorroidi interne (o prolasso mucoemorroidario) di 2° e 3° grado. Per le emorroidi di quarto grado, invece, l’intervento consigliato è quello di emorroidectomia. Le emorroidi di primo grado sono emorroidi patologiche esclusivamente interne e che si possono notare solo a seguito di una rettoscopia. Per il III°, IV° grado e per il prolasso rettale, l’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione.

  • Routine ematochimica chirurgica
  • Visita anestesiologica
  • Rx Torace (in casi selezionati)
  • Accertamenti specifici per singolo paziente per valutare il rischio operatorio in caso di malattie associate.
  • Raccolta del consenso informato

Dopo l’intervento il dolore, molto più spesso solo un disagio, è infatti minimo e dura pochi giorni oppure, spesso, è assente.

Tale intervento ha una convalescenza particolarmente lunga, dalle 4 alle 6 settimane ed è inoltre molto doloroso, per questo è preferibile evitarlo a meno di emorroidi particolarmente gravi. Difatti, questo intervento presenta dei rischi e non sempre riesce al meglio… Nel complesso, il trattamento per le emorroidi prevede tre soluzioni. Basta leggere un po’ di testimonianze online per rendersi conto che l’intervento chirurgico alle emorroidi non va preso alla leggera. I primi giorni dopo l’intervento sono, però, molto dolorosi. Dopo sei settimane dall’intervento per emorroidi interne/esterne + ragadi anali (tramite sfinterotomia), persiste il dolore prima, durante e dopo la defecazione; a volte ho anche delle perdite di sangue. Non voglio sconsigliarvi formalmente l’intervento; nella maggior parte dei casi, ripeto, si conclude nel migliore dei modi. La persistenza della sintomatologia e il notevole disconfort trovano il più delle volte soluzione con l’ intervento chirurgico. In genere, i pazienti sottoposti ad intervento di anopessi secondo Longo non necessitano di antidolorifici nel periodo post-operatorio ed anche la defecazione avviene senza dolore. Eliminando l’apporto sanguigno sottomucoso alle emorroidi e resecando la mucosa in eccesso, l’intervento di Longo soddisfa ambedue i requisiti.

  • Potresti provare anche a usare salviette umide, che sono molto più delicate della carta igienica. Molte marche contengono aloe o altri ingredienti lenitivi.

La non invasività della tecnica e l’innovazione dell’approccio, che fa considerare la patologia emorroidaria nella sua globalità, sono i punti di fondamentale importanza d’intervento.

IV grado - quando le emorroidi ormai completamente prolassate non rientrano nel canale anale e rimangono sempre fuori. E’ sempre presente un prolasso della mucosa rettale che determina la discesa delle emorroidi al di fuori del canale anale. Si ricorre, in genere, alla legatura elastica delle emorroidi di 2° e 3° grado e all’asportazione negli stadi più avanzati. A differenza della legatura elastica, l’operazione chirurgica per l’asportazione delle emorroidi si effettua sotto anestesia generale o spinale. Dopo l’operazione e la degenza in ospedale, se non si è scelto il day hospital, restano da eseguire le medicazioni, molto importanti per la riuscita dell’intervento. Lo portiamo a visita in una clinica privata della mia provincia (RG) e gli dicono che deve necessariamente operarsi per emorroidi prolassate 4 grado. Il medico ha mostrato a mio padre tutti i vari metodi utilizzati per questo tipo di intervento ma consiglia il metodo milligan morgan, quindi procediamo con l’operazione. Dopo l’intervento ogni paziente è perfettamente in grado di tornare autonomamente alla propria abitazione e di riprendere subito le proprie attività. E’ morto dopo quello che doveva essere un semplice intervento chirurgico alle emorroidi.

Detto questo ritorniamo alla sua richiesta:“Chiedo un consulto riguardo il migliore intervento chirurgico che c’è oggi per l’operazione alle emorroidi.

Il trattamento della patologia emorroidaria con il metodo THD Doppler può essere considerato efficace nella maggior parte dei casi: i rischi di recidive o ricadute sono infatti molto rari. Si tratta di un metodo veloce, mini-invasivo e che riporta le emorroidi nella loro posizione corretta, preservandone la funzione di contenimento delle feci. Le indicazione sono costituite dal trattamento delle emorroidi di II-III^ grado non accompagnate dalla presenza di un cospicuo prolasso mucoso del retto. • rapidità di esecuzione, il tempo dell’intervento dipende dal numero di emorroidi da trattare ma difficilmente supera i 30 minuti, • pronta autonomia del paziente che dopo l’intervento è subito in grado di camminare e riprendere fin da subito le sue normali attività. Ma quando conviene curare con i farmaci le emorroidi e quando invece occorre necessariamente sottoporsi ad un intervento chirurgico . Anche il decorso post operatorio è molto migliorato e abitualmente i pazienti riprendono una normale attività lavorativa anche dopo una sola settimana dall’intervento chirurgico. I metodi alternativi Sono molti, vanno dalla semplice legatura elastica delle emorroidi, a trattamenti con iniezioni sclerosanti, con applicazione laser o con la crioterapia. La chirurgia è sicuramente il metodo migliore per la risoluzione definitiva del problema clinico. La chirurgia, sino a pochi anni orsono, si occupava dell′effetto e cioè asportando le emorroidi (intervento di emorroidectomia, molto doloroso e che può comportare l′insorgenza di recidive). “Gentili Dottori, ho subito, un mese fa, un intervento chirurgico con asportazione di 3 polipi, emorroidi di II grado, alcuni noduli e mucosa rettale prolassata nel retto. Può essere usata per curare emorroidi di 1°, 2°, 3° grado in combinazione con la legatura elastica e nella trombosi emorroidaria. L’intervento è indicato per emorroidi interne di 3° grado e per i prolassi di 2° e 3° grado della mucosa rettale. L’emorroidectomia è un intervento molto serio e deve essere ben compreso (specialmente i rischi e gli effetti collaterali) prima di decidere di sottoporsi a questo tipo di operazione.